Il Parco
Parte privata
L’itinerario prosegue verso la parte privata. Dopo aver costeggiato la Fienilessa (il vecchio fienile) e la Scuderia, i cui muri sono ornati da “Albéric Barbier”, che fiorisce con generosità a tarda primavera e, ancora, da “Clair Matin”, si arriva al Prato del Tennis. Ormai dismesso come tale, è ornato di rose che crescono lungo il suo perimetro e sotto i grandi allori, alcuni cipressi e un paio di leggere Albizzia julibrissin. Si tratta, prevalentamente di “Rush”, un rosaio arbustivo moderno coltivato accanto ai tralci di Hydrangea petiolaris, di “Dortmund”, dai fiori rossi, e di “Sally Holmes”, un’arbustiva moderna dai grandi fiori bianchi. La vegetazione spontanea di ligustri e viburni, si arricchisce con una ampia collezione di Cistus che fioriscono fino a estate inoltrata, di Paeonia e di Teucrium. Dal portamento aggraziato, questi ultimi, rischiarano, anche in pieno inverno, le zone più ombrose con il loro fogliame argenteo e le azzurre fioriture. Dal Prato del Tennis si passa all’Orto, perfettamente funzionante e, secondo la più rigorosa tradizione, suddiviso in due porzioni: l’orto vero e proprio, curato da un appassionato giardiniere locale, e la grande aiuola dei fiori da taglio, appena ombreggiata dalle fronde dei mandorli. Qui, oltre alle rose da recidere, crescono fiordalisi, speronelle, godezie e piselli odorosi. Una parcella dell’orto è invece destinata alla produzione di humus di lombrico che viene sapientemente usato per la concimazione estiva dei rosai rifiorenti, in sostituzione del più forte stallatico, impiegato in autunno.
Usciti dall’orto, si riprende il sentiero che ora costeggia il muro perimetrale di pietra, completamente esposto a sud. La calura e il riverbero estivi potrebbero contrastare violentemente la crescita e la fioritura di “Iceberg” che lo ricopre; ma la pazienza e l’arguzia della Marchesa Umberta Patrizi hanno la meglio anche su questa situazione. Il muro, infatti, lentamente si sta coprendo di edera e di Ficus repens che, con la loro vegetazione, assorbono la maggior parte del calore e restituiscono solo freschezza alle bianche corolle delle rose.
Si attraversa ora la parte più naturale del Giardino, quella che prosegue verso valle con la fitta pineta e il bosco, immersi nella vegetazione dei Cistus spontanei, degli arbusti di Spiraea e di Ceratostigma, costeggiando spazi erbosi nei quali crescono numerose varietà di Lagerstroemia indica, dai rami morbidamente arcuati e non drasticamente potati, per esaltare la bellezza delle fioriture estive. La scelta delle rose per questo ambiente così naturale è caduta su “Felicia”, “Grand Thomas”, “Rambling Rector” e “Complicata” che sono state piantate alla base de pini e si arrampicano voluttuosamente sul tronco. Dalla vasta rete di cunicoli etruschi, onnipresenti nel sottosuolo e del tutto scoperti ed esplorati nei secoli, qua e là affiorano cavità (generate da volte sprofondate per effetto dell’erosione o per la pressione delle radici delle piante d’alto fusto) che formano le nuove grotte.
L’impegno attuale è rivolto verso la valorizzazione di queste situazioni particolari, con la creazione di vasche, laghetti e cascatelle da ornare con vegetazioni particolari, scelte in armonia con la posizione ombrosa e umida, e in sintonia con l’abbondante presenza di Acanthus, che forma folti cuscini tappezzanti. Passando attraverso radure panoramiche, il sentiero ora costeggia un ripido pendio denominato Spalletta delle Farfalle. Lontano dalle rose, questo è il regno degli arbusti odorosi, delle erbe aromatiche e delle fioriture delicate. Bianco, grigio, lilla, azzurro e mauve sono le tinte che emergono dagli accostamenti di Nepeta mussinii, Stachis lanata, artemisie e lavande, salvie e cisti, Teucrium e Lavatera rosea, mentucce e origano. Il tutto, inframmezzato dalle fioriture di Centrantus, nel più classico dei rosa e nel più insolito bianco, e perfezionato dalle alte spighe di Digitalis, ormai naturalizzata e piacevolmente invadente.
Visite Guidate
Itinerario
Le visite al giardino di Castel Giuliano a seconda delle stagioni possono durare un ora o un ora e mezzo,i gruppi saranno accompagnati da una guida di lingua italiana o francese,inglese. Verrà illustrata la storia di Palazzo Patrizi e le varie collezioni di arbusti e di rose che si trovano all'interno del giardino. Su richiesta potrà essere anche visitata la chiesa del 700 adiacente al Castello.info aggiuntive
